Il bondage con le corde è la pratica di usare le corde per immobilizzare o decorare il corpo di un partner come parte di un gioco erotico o intimo consensuale. Lo Shibari (chiamato anche kinbaku) è la tradizione giapponese delle legature che ha influenzato profondamente la cultura occidentale del bondage con le corde. In giapponese la parola shibari significa, in senso lato, «legare», mentre kinbaku si riferisce più precisamente all'arte estetica ed emotiva della legatura stretta. In pratica, il bondage con le corde va dalle semplici legature ai polsi fino a imbracature elaborate su tutto il corpo. Si colloca all'incrocio tra scambio di potere e gioco sensoriale: la persona legata (spesso chiamata «bottom» o «bunny») vive una costrizione fisica, una percezione diversa del proprio corpo e gli stimoli sensoriali dati dalla pressione e dalla consistenza della corda. La persona che lega (il «rigger» o «top») assume un ruolo attivo e concentrato. Le scene possono essere puramente estetiche, intensamente erotiche, meditative o un insieme di queste cose. Tra i tipi di corda ci sono le fibre naturali come la iuta e la canapa e le opzioni sintetiche come l'MFP e il nylon, ciascuna con sensazioni, attrito ed elasticità diversi.
Una scena di bondage con le corde inizia di solito con la negoziazione: entrambi i partner parlano di quali legature verranno usate, dei limiti di tempo, dei limiti fisici (vecchi infortuni, problemi di circolazione), delle safeword e dei piani di aftercare. Il rigger poi lavora con metodo, avvolgendo e annodando la corda secondo schemi precisi. Tra le legature più comuni per iniziare ci sono la single column tie (un polso o una caviglia), la double column tie (due arti insieme) e la box tie o TK (un'imbracatura per petto e braccia). Per il bottom, l'esperienza comporta spesso un restringimento dell'attenzione. Il peso e la pressione della corda, uniti alla ridotta capacità di muoversi, possono produrre uno stato mentale calmo e fluttuante a volte chiamato «rope space», paragonabile a uno stato di flow. Alcuni bottom sono attratti proprio dalla vulnerabilità; altri si concentrano sulla sensazione fisica della corda sulla pelle. Per i rigger il fascino sta spesso nell'unione di creatività, abilità tecnica e responsabilità di custodire la fiducia e la sicurezza fisica di un'altra persona. Le scene si possono fare con il bottom seduto, sdraiato o in sospensione (parziale o completa). La sospensione aggiunge molta complessità e molti rischi ed è considerata una pratica avanzata. Anche la dimensione estetica è reale: molti praticanti trovano bellezza nei disegni che la corda crea sul corpo, e la fotografia di Shibari è una forma d'arte riconosciuta.
Il bondage con le corde comporta rischi fisici reali e richiede una pianificazione attiva della sicurezza. Il rischio più grave è il danno ai nervi, in particolare al nervo radiale delle braccia, che può derivare da legature posizionate male o mantenute troppo a lungo. Tenete sempre a portata di mano delle forbici di sicurezza (forbici da soccorso, dette EMT) per tagliare rapidamente la corda in caso di emergenza. Stabilite safeword chiare o segnali non verbali prima di iniziare. Controllate la circolazione e la sensibilità degli arti legati ogni pochi minuti, chiedendo al bottom di stringere le mani o di muovere le dita dei piedi. Non lasciate mai sola una persona legata. Gli effetti emotivi successivi, tra cui il sub drop o il top drop, sono comuni, quindi pianificate l'aftercare. Imparate da istruttori qualificati prima di tentare legature complesse.
Lo Shibari (e il kinbaku) si riferisce specificamente alla tradizione giapponese delle legature, che mette l'accento sull'estetica, sui disegni, sul legame emotivo e su stili di annodatura specifici radicati in quella pratica culturale. Il bondage con le corde occidentale è una categoria più ampia che prende molto in prestito dallo Shibari ma può non seguirne rigidamente le convenzioni. Nell'uso quotidiano molti praticanti usano i due termini come sinonimi, anche se i puristi fanno una distinzione.
Non esiste un limite di tempo universale, perché dipende dalla legatura, dalla parte del corpo coinvolta, da quanto è stretta e dalla circolazione della persona. Come indicazione generale, le legature che comprimono i nervi o il flusso sanguigno, soprattutto sulle braccia, andrebbero controllate ogni 10 o 15 minuti. Fate sempre attenzione a intorpidimento, formicolio, cambiamenti di colore della pelle o sensazione di freddo, che sono segnali per rimuovere subito la corda.
La sospensione completa (in cui il corpo viene sollevato interamente da terra con le corde) è considerata un'abilità avanzata con rischi molto più alti rispetto al lavoro a terra, tra cui la rottura della corda, cadute improvvise e schemi complessi di compressione dei nervi. La sospensione parziale, in cui un arto o un punto è sostenuto sollevato da terra, comporta un rischio intermedio. Ai principianti si consiglia vivamente di dedicare molto tempo alle legature a terra e, idealmente, di imparare la sospensione sotto la guida diretta e di persona di un mentore prima di tentarla.
Le corde di cotone e di MFP (polipropilene multifilamento) sono spesso consigliate ai principianti perché sono morbide, hanno poco attrito e sono facili da trovare e da sciogliere. La iuta e la canapa sono le scelte tradizionali nello Shibari per la loro consistenza e maneggevolezza, ma richiedono più manutenzione (trattamento, passaggio a caldo) e hanno più presa, cosa che può perdonare meno gli errori dei rigger alle prime armi. Una corda di 6 mm di diametro è la misura standard per iniziare.
Rope space è un termine usato per descrivere lo stato mentale alterato che alcuni bottom vivono durante una scena con le corde, spesso descritto come calmo, fluttuante o profondamente rilassato. Si pensa che derivi da un insieme di attenzione concentrata, sensazione fisica ed effetto psicologico dell'abbandono del controllo. Non tutti lo provano e la sua intensità varia. Poiché può alterare il giudizio, durante questo stato il rigger dovrebbe osservare attentamente il bottom e non affidarsi solo al riscontro verbale.
Molti nodi e schemi fondamentali si possono esercitare da soli, su sé stessi, su un cuscino o sull'arto di un manichino, ed è un modo comune con cui i rigger sviluppano la tecnica. Per esercitare però l'intera dinamica di una scena, compresi comunicazione, osservazione e aftercare, serve un partner consenziente. I rope jam e i workshop della comunità sono un modo pratico per trovare partner con cui esercitarsi in un ambiente strutturato e supervisionato.